Cervia

Circuito motociclistico di Milano Marittima

Romagna, terra di motori. Ebbene sì, anche Milano Marittima ha contribuito a tenere viva questa tradizione.
Erano gli anni 60, le strade della città venivano trasformate in un circuito motociclistico, coi campioni di quei tempi, da Giacomo Agostini a Renzo Pasolini. La sicurezza a bordo pista era affidata alle balle di paglia, come di consuetudine all’epoca.

Ora, solo in pochissimi sanno dell’esistenza del circuito motociclistico di Milano Marittima.
Fu inaugurato il 12 Aprile 1964 e venne chiuso 7 anni dopo nel 1971 per via dell’incidente mortale avvenuto nel circuito di Riccione nel quale perse la vita un giovane pilota.

Il circuito girava in senso antiorario, la griglia di partenza era posta davanti alla Pensione Savoia nel lungo rettilineo di Viale Matteotti che portava in fondo a girare a sinistra nella Prima Traversa costeggiando il Canalino, dopo un breve rettilineo si girava ancora a sinistra per immettersi nel Viale 2 Giugno dove si proseguiva percorrendo la rotonda di Piazzale Torino entrando verso destra e poco dopo si entrava, nell’Anello del Pino in una sorta di variante, si percorreva il rettilineo fino ad arrivare all’uscita dell’Anello del Pino a ridosso della Diciannovesima Traversa, un altro breve rettilineo che costeggiava la Colonia Varese e poi si girava ancora a sinistra per tornare su Viale Matteotti, da qui si entrava nella Quindicesima Traversa, si ripercorreva un brevissimo tratto di Anello del Pino e si girava nella Tredicesima Traversa per rientrare sul Matteotti, fino al traguardo.

“Vidi cadere Giacomo Agostini a tutta velocità, alla staccata della Prima Traversa… scivolò tra i tavolini del Bar Centrale rompendo la gamba ad un signore che lavorava in Comune”. Ricordo di chi era al Bar Centrale.
Era il 1966, classe 500. La caduta, senza conseguenze, di Agostini al settimo giro porterà all’immediata sospensione della gara.

I ricordi proseguono, con un insolito aneddoto: “Padre Geremia non solo acconsentì a utilizzare l’oratorio della chiesa come deposito per le moto da corsa, ma addirittura ci fu il permesso del Vescovo Mons. Baldassarri per transennare il circuito davanti alla chiesa Stella Maris rendendola irraggiungibile a chiunque volesse assistere alla messa della domenica”.