Venezia

Cà Dario

Di questa dimora vi sarebbe forse poco da dire, se non vi fosse la lunga trafila di miserie e di morti che da secoli colpisce i proprietari..
La famiglia Dario, originaria della Dalmazia, è ricordata per quel Giovanni che nel 1479 aveva ratificato – come segretario della Repubblica a Costantinopoli – la pace con i Turchi, e che fece costruire questo Palazzo nel 1487.

Giovanni Dario aveva una figlia illegittima, Marietta, che andò in sposa a Vincenzo, della famiglia Barbaro, che acquisì quindi il palazzo. Venne allontanato malamente dal gran consiglio e Marietta né morì di crepacuore.
Un discendente di Vincenzo, Giacomo Barbaro, morì a assassinato a Candia.

Duecendo anni dopo, il palazzo fu acquistato dall’armeno Arbit Abdoll, ricco mercante di diamanti, il quale perse tutto e morì in miseria.
Curiosamente, la “maledizione” del palazzo a colpito finora, con una sola eccezione, i proprietari e non gli ospiti.
Nei nostri tempi, il magnate statunitense Charles Briggs, proprietario del palazzo, scappo dall’Italia per unavicenda di omosessualità. Il suo amante si suicidò in Messico poco tempo dopo.
Negli anni settanta del secolo scorso, il conte Filippo Giordano delle Lanze perse la vita nel palazzo, assassinato dal suo amante, che gli spacco la testa con una statuetta. Dell’assassino, rifugiatosi a Londra, si sono perse le tracce.
Morte improvvisa anche per Cristopher Lambert, manager del famoso complesso degli WHO, nel 1981.
Fabrizio Ferrari, uomo d’affari veneziano, subì un tracollo spaventoso. Sua sorella fu trovata morta, nuda in un prato a poca distanza.
Fu allora che Cà Dario fu acquistata da Raul Gardini, ricco imprenditore della chimica, che, finito in carcere per una vicenda di corruzione, si tolse la vita.
A scampare alla maledizione fu invece il tenore Mario del Monaco, che tornando dall’incontro per la trattativa, scampo ad un incidente gravissimo, in seguito al quale rinuncio all’acquisto del palazzo.

“URBIS GENIO DARIO JOANNES DARIUS” Stascritto sulla facciata. La fase contiene un inquietante anagramma: “sub ruina insidiosa genero” Che tradotta suonerebbe suppergiù come “GENERO ROVINE A A CHI ABITA SOTTO QUESTO TETTO”.

Commenti disabilitati su Cà Dario