La Finestrella delle Moline
Passeggiando lungo la via Piella si è richiamati da una piccola finestrella quadrata, sorpresa inaspettata tra le pareti dei palazzi che costeggiano la via, una autentica finestra nel passato….un quadro sospeso.
Buttandoci lo sguardo, si scorge uno dei tratti d’acqua più suggestivi della città, usato a suo tempo per la navigazione mercantile.
Per buona parte del suo itinerario esso è racchiuso tra le case e per questo in passato è rimasto a lungo nascosto alla vista.
Un canale, uno dei tanti che percorrono Bologna e che in parte sono stati ricoperti di asfalto, racchiuso tra le abitazioni che ricorda le calle di Venezia. “ll canale delle Moline”.
Il romanticismo di questo scorcio inaspettato ha fatto si che il muro attorno alla finestrella sia stato riempito da frasi d’amore.
Curiosità: era lo spioncino di guardia di un funzionario.
“Quando i mulini erano funzionanti, per andare a vedere il livello dell’acqua e non compiere tutto il tracciato, il funzionario approfittava di questa finestrella“.
La finestrella delle Moline assieme al salto delle moline e alla curva degli annegati ha contribuito a rendere omaggio alla ricca e affascinante storia della città.
È quel che resta di una Bologna antica e nascosta che riporta alla memoria il ricordo di una realtà industriale oramai non più esistente, quando la città era allora il maggior centro industriale tessile d’Italia.
Gli opifici Infatti,avevano bisogno di acqua e elettricità, necessari alla produzione, che si avvaleva di questo evoluto apparato idraulico di cui oggi possiamo ancora trovare testimonianza.
Inoltrandosi nella scoperta e ripercorrendo un po’ la storia scopriamo che …
La città era servita in maniera capillare dai canali, in parte costruiti in epoca medievale, per portare l’acqua in città .
I Canali di Savena e di Reno sono stati i primi ad essere utilizzati quando l’acqua corrente non giungeva ancora alla abitazioni, le acque dei vari canali erano inoltre utilizzate nelle attività quotidiane della popolazione.
Con l’arrivo dell’elettricità e il conseguente cambiamento del sistema produttivo, i canali cittadini furono coperti e dimenticati.
La copertura dei canali avvenne progressivamente a partire dagli anni cinquanta sotto l‘amministrazione Dozza, nell’ambito del disegno di ricostruzione, bonifica e riqualificazione urbanistica portata avanti nel Dopoguerra e che interessò tutta la città.